Capelli e alimentazione, un legame importante
Gli esperti ci illustrano l’effetto delle carenze nutrizionali sui capelli. Con un monito: anche in questo caso, affidiamoci ad un esperto.

I capelli sono composti all’82% da proteine – dette cheratine. In caso di malnutrizione – ovvero quando l’apporto di proteine o calorie è insufficiente – i capelli sono tra i primi bersagli colpiti, e questo avviene perché l’organismo cerca di utilizzare le risorse disponibili per salvaguardare altre funzioni più necessarie.
La malnutrizione, come dimostrano anche alcuni studi a carattere antropologico, può influenzare la consistenza, il colore e la crescita dei capelli. In Africa, ad esempio, i bambini malnutriti presentano spesso capelli rossicci o biondi; in Sud America, invece, si riscontra spesso un fenomeno detto “flag-sign”, ovvero l’alternarsi di strisce di colori diversi nella stessa ciocca di capelli: le strisce depigmentate corrispondono al lasso di tempo in cui l’apporto proteico del bambino è stato insufficiente.

L’assottigliamento e il diradamento dei capelli – a meno che la causa non sia di natura ormonale, come nell'alopecia androgenetica – sembrano corrispondere ad una carenza di zinco e biotina; i capelli che si staccano facilmente alla radice possono essere dovuti al deficit di proteine.

Tutto ciò, però, se da un lato deve sensibilizzare sull’importanza di una corretta alimentazione, il più possibile varia e ricca di elementi nutritivi, non deve indurci a pensare che dall’esame del capello si possa desumere lo stato di salute complessivo dell’organismo. La concentrazione di sostanze presenti nel capello, infatti, può avere valori diversi, a seconda che il capello provenga dal vertice o dalla base del cuoio capelluto; ma dato ancor più importante, non esistono dati scientifici che mettano in relazione la concentrazione di una vitamina o di un minerale nei capelli e negli altri distretti corporei.

Spesso ai pazienti cui viene diagnosticato un qualche tipo di carenza alimentare sulla base dell’esame del capello vengono consigliati integratori, molto spesso costosi e di cui non si conosce per certo l’effetto se assunti in dosi eccessive per lunghi periodi di tempo. Gli esami da laboratorio come il tricogramma, invece, devono essere svolti da professionisti seri, quali il dermatologo, con l’unico e importantissimo obiettivo di conoscere le caratteristiche fisiopatologiche del capello (diametro del fusto, ad esempio) e valutare l’entità della caduta.

Rivolgersi ad esperti seri ed affidabili è importante anche nel caso, ad esempio, delle intolleranze alimentari: alcuni pazienti, sottoposti a test non scientificamente validi per individuare eventuali intolleranze, vengono invitati ad eliminare totalmente alcuni alimenti dalla propria dieta, con possibili alterazioni a carico dell’organismo e, quindi, anche dei capelli. Anche in questo caso, affidiamoci ad un professionista: la nostra salute lo merita.

 
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