Intervista esclusiva alla Prof. Antonella Tosti

Prof.ssa
Antonella Tosti

Come diagnosticare la calvizie precoce?
Cosa succede se non mi curo?
Dopo quanti mesi di terapia vedrò i primi miglioramenti?

Le domande dei nostri lettori sono tante:
per fare finalmente chiarezza e conoscere le ultime novità su calvizie e soluzioni per sconfiggerla abbiamo intervistato il nostro Direttore Scientifico, la professoressa Antonella Tosti (nella foto), uno dei più grandi esperti mondiali su capelli e calvizie, autrice di numerose e importanti pubblicazioni sull’argomento.

Professoressa Tosti, qual è la progressione naturale della calvizie non trattata?

Contrariamente a quanto si è sempre pensato la progressione della calvizie non è affatto graduale. In soli 5 anni il 100% dei soggetti non trattati peggiora notevolmente: la perdita media di capelli è di 270 capelli per 3 cm2 (le dimensioni della moneta da 1 euro).

Vale a dire che se consideriamo che l’area del cuoio capelluto affetta dalla calvizie è almeno 10 volte più grande, la perdita media di capelli in 5 anni è di più di 3000 capelli. Ogni anno in pratica si perdono definitivamente un numero considerevole di capelli e quindi non trattare immediatamente la calvizie significa perdere molti capelli che non si potranno più recuperare. Questi sono i dati che emergono dal follow-up a 5 anni dei volontari che hanno partecipato agli studi sull’efficacia della finasteride 1 mg nell’alopecia androgenetica.

Un gruppo di soggetti non ha effettuato alcun trattamento ma è stato monitorato regolarmente sia con fotografie del cuoio capelluto che contando i capelli in una zona del cuoio capelluto. Un altro aspetto importante che emerge dallo stesso studio è il fatto che è molto importante iniziare a curarsi il prima possibile.

Oggi quello che dà più risultati positivi in assoluto, in tutti i campi della medicina, è la prevenzione e in questo caso, soprattutto la prevenzione nei soggetti che hanno i primi segni di calvizie iniziale. Anche 1 anno di attesa pregiudica notevolmente i risultati finali del trattamento.

I soggetti che hanno iniziato la terapia con finasteride 1 mg con 1 anno di ritardo hanno ottenuto un miglioramento inferiore a coloro che avevano assunto il farmaco per tutta la durata dello studio.

In 1 anno si sono persi circa 20 capelli in un’area di 3 cm2 e quindi almeno 200 capelli nell’area affetta dalla calvizie.

E’ possibile predire se un soggetto svilupperà la calvizie?

Questo è un settore di studio molto importante in quanto permetterebbe di sviluppare interventi di prevenzione. Uno studio recente indica che il dosaggio di alcuni ormoni androgeni nel capello può avere un importante valore predittivo. In pratica un elevato rapporto fra testosterone ed epitestosterone è indice di predisposizione alla calvizie. Se questi risultati si riveleranno attendibili si potrà in futuro fare una diagnosi di “calvizie futura” esaminando un ciuffetto di capelli.

Ma come diagnosticare la calvizie iniziale e/o precoce?

Dati recenti indicano che l’alopecia androgenetica è frequente prima dei 18 anni di età e che il 15% degli adolescenti ha problemi di calvizie! Spesso il problema viene sottovalutato dal medico che si limita a prescrivere uno shampoo o un integratore alimentare nella convinzione che si tratti più di una “fissazione” del paziente che di una realtà.
Uno studio condotto dall’Università di Bologna, in collaborazione con i ricercatori dei Laboratori di Ricerca dell’Oreal di Parigi, ha dimostrato che la dermatoscopia del cuoio capelluto è lo strumento diagnostico più valido per la diagnosi di calvizie iniziale.

 
Con questa tecnica si evidenzia la variabilità del diametro del capello che rappresenta il segno più precoce della malattia.

Se la dermatoscopia dimostra una variabilità maggiore al 20% è possibile formulare la diagnosi di calvizie anche se la capigliatura è in apparenza molto folta.

Dopo quanti mesi di trattamento con finasteride 1 mg si vedono i primi miglioramenti?

 

Già dopo 3 mesi si può notare un arresto della caduta dei capelli. Dopo 6 mesi si vedono i primi miglioramenti sia clinicamente che valutando il numero e la qualità del capello con tecniche sofisticate che contano i capelli (che sono aumentati di numero in una zona predefinita) o che pesano i capelli (che si sono ispessiti e quindi pesano di più rispetto a prima).

Con finasteride 1 mg i capelli aumentano molto di numero nei primi 12-24 mesi di trattamento e poi continuano ad aumentare di numero ma più lentamente, mentre la qualità del capello continua a migliorare in maniera significativa nel tempo proseguendo la terapia.

Gli studi sul peso dei capelli dimostrano che i capelli s’ispessiscono divenendo progressivamente più lunghi e più grossi col protrarsi del trattamento con finasteride 1mg.

L’efficacia della finasteride 1mg si estende anche dopo i 40 anni?

Il farmaco è efficace anche negli uomini tra 40 e 60 anni come è stato evidenziato da uno studio recente che ha valutato l’attività del farmaco in 424 uomini in questa fascia di età.
L’attività del farmaco è stata valutata per mezzo della fotografia globale dopo 6, 12, 18 e 24 mesi.

Il miglioramento di finasteride 1mg è stato evidente già a 6 mesi di trattamento e si è protratto per tutta la durata dei 2 anni dello studio.

Il trattamento è stato ben tollerato ed i soggetti che avevano assunto il farmaco sono stati significativamente più soddisfatti dell’aspetto e della crescita dei loro capelli rispetto ai soggetti che avevano assunto il placebo.

Il testosterone ha un ruolo determinante nella comparsa della calvizie in quanto il DHT, l’ormone che causa la miniaturizzazione follicolare, si forma dal testosterone ad opera della 5-a reduttasi.
Ci sono situazioni “parafisiologiche” che elevano o abbassano i livelli di testosterone?

Certamente sì.
Situazioni che riducono la produzione di testosterone: dieta vegetariana, sport da fondo, stress, altitudine. Situazioni che aumentano la produzione di testosterone: atletica leggera, bodybuilding, dieta iperproteica, ambiente marino.
Quindi è possibile che il tipo di vita contribuisca alla sviluppo della calvizie non solo aumentando la caduta dei capelli ma anche aumentando o diminuendo la produzione di androgeni.

Ma fumare fa davvero così male ai capelli?

Il fumo non solo aumenta la caduta dei capelli inducendo un telogen effluvium (significativa caduta dei capelli tutti in contemporanea) che può accelerare la progressione dell’alopecia androgenetica ma agisce anche sul metabolismo degli ormoni a livello del follicolo! Il fumo di sigaretta determina infatti un’inibizione dell’aromatasi, l’enzima che converte gli androgeni in estrogeni.
Di conseguenza il tasso di androgeni a livello del follicolo aumenta con conseguente peggioramento della condizione.

Quale significato patologico dare al “dolore” che talvolta accompagna la caduta dei capelli?

Il dolore al cuoio capelluto, o “tricodinia” in linguaggio medico, è un problema frequente che interessa circa il 20% delle donne ed il 9% dei maschi con aumentata caduta dei capelli. La causa di questo disturbo non è ben nota, forse è un segno clinico della microinfiammazione che spesso accompagna l’alopecia androgenetica o il telogen effluvium cronico.


 

La dermatoscopia del cuoio capelluto spesso mostra teleangiectasie (ovvero la presenza di un reticolo di capillari rotti) del cuoio capelluto o la presenza di depressione peripilare. Anche se il sintomo è molto fastidioso per il paziente, studi recenti non mostrano alcuna relazione fra questo segno e l’entità o l’evoluzione della caduta.
Si tratta quindi di un sintomo “benigno” e non è necessario utilizzare alcun trattamento specifico per cercare di eliminarlo: l’uso eccessivo di lozioni o shampoo medicati può anzi peggiorare sia il fastidio che la caduta.

Gli uomini con alopecia androgenetica hanno talvolta un eccesso di peli in altre sedi del corpo come la schiena e le spalle. Perche? E’ possibile eliminarli con il laser?

Gli ormoni androgeni assottigliano i capelli ma hanno effetti opposti sui peli di altri distretti cutanei (si parla di paradosso degli androgeni). Determinano infatti un inspessimento ed una crescita dei peli della barba, delle ascelle, del pube ed in alcuni soggetti dei peli del tronco e degli arti. La calvizie e l’eccesso di peli hanno quindi una stessa causa. La depilazione tramite laser è un metodo efficace ma costoso e non indolore.

Il metodo è in realtà utile solo se i peli sono pigmentati (non è efficace nella peluria bionda del volto) in quanto la maggior parte dei laser depilatori agisce sulla melanina del follicolo. Unica eccezione è il laser Q-switched Nd:YAG che ha un meccanismo d’azione differente.
Il trattamento con il laser in realtà non elimina i peli definitivamente ma ne ritarda la ricrescita e li rende più sottili.

E’ importante non avere aspettative esagerate e sapere che sarà necessario ripetere il trattamento diverse volte prima di ottenere dei risultati estetici soddisfacenti. Il trattamento deve essere fatto sempre da un medico, meglio da un dermatologo, in quanto sono possibili effetti collaterali quali iperpigmentazioni e cicatrici.

 
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