Rimpatriata tra amici
Il tempo passa per tutti, ma per alcuni sembra andare più in fretta che per altri… Dove sono finiti i capelli?
Scena: un ristorante del centro di Milano, ore 21. Sta succedendo quello che, nel corso degli anni, molti di noi hanno subìto, oppure agognato: la mitica rimpatriata tra ex compagni di classe. Già, chi è riuscito a passare indenne attraverso traslochi, matrimoni, separazioni, figli, sovrappeso, calvizie o più semplicemente anni di duro lavoro, non vede l’ora di andarci, per potersi vantare di tutti i successi che, crediamo, abbiamo raggiunto, e prenderci la rivincita su chi ci ricordava un po’ sottotono. Per altri, invece, su cui lo scorrere del tempo e le vicissitudini hanno lasciato un po’ più il segno, la serata si prefigura come un vero e proprio incubo: panico da primo appuntamento, salivazione azzerata, richieste impossibili al coniuge: “telefona, e racconta che ci si è allagata la casa e mi è venuto un mezzo infarto!”. Niente da fare, bisogna esserci, fare presenza, altrimenti penseranno che non voglio farmi vedere…
C’è poi una terza categoria, che riassume le caratteristiche delle precedenti: ed è la più pericolosa. Uomini, ragazzi un po’ cresciuti, per la verità, che paiono non accorgersi di quanto gli anni, la perdita dei capelli e, forse, la mancanza di attenzioni hanno nociuto al loro aspetto. E se ne vantano.
Da questa categoria è emersa una “galleria” di ritratti semiseri. Perché sono certa la loro storia potrà convincervi che è decisamente meglio correre ai ripari quando siamo ancora in tempo.
Giorgio, 36 anni, dirigente di banca
Giorgio è il tipico quarantenne “scoppiato”: a 25 era già sposato, con una donna terribile ossessionata dalla pulizia, con cui era fidanzato da circa 15 anni, che lo ha tiranneggiato fino ad oggi. A 18, prima ancora della fine del liceo, aveva già cominciato a perdere i capelli: ma l’innata timidezza, e una vaga paura di tutto gli avevano impedito di cercare un rimedio in tempo utile. Tanto, pensava, a che mi servono i capelli? La mia vita è programmata, il posto in banca gliel’avrebbe procurato il padre, e la fidanzata aspettava fedele a casa. Risultato: aree fortemente diradate, capello indebolito di media lunghezza, è l’immagine della remissione. E dire che all’epoca ci avevo pure fatto un pensierino…
Marco, 35 anni, pubblicitario
Marco era il bello della classe. Ma che dico della classe, della scuola intera, se non della città. Sportivo, intelligente e di classe. Aveva tutto. Oggi è un nome noto del suo settore, e da alcune voci raccolte qua e là sembra sia stimato e rispettato. Ma dopo tanti anni, rivederlo completamente rasato – perché ormai c’è poco da fare, con i suoi capelli - occhiale con montatura nera e completo da dandy, mi è sembrato un po’ impostato. Lo ricordavo spontaneo, generoso, solare. Resta un tipo interessante, ma non mi è sfuggita una certa posa, da single-milanese-quarantenne, per cui la calvizie è diventata quasi un vezzo. Ed è invece il risultato di una tale sicurezza di sé da trascurare i segnali quando era il momento. Insomma, anche se uomo di successo, e introdotto nei giri giusti, io Marco lo preferivo prima. E così anche le altre, dato che è ancora single…
Alex, 35 anni, operatore sociale
Lui è sempre stato il mito di tutti noi, sia ragazzi che ragazze. Perché era nato libero, incurante delle convenzioni. Sapevamo tutti che era destinato a fare qualcosa di speciale: anni di volontariato all’estero, poi la decisione di fondare una comunità per bambini disagiati. A lui non erano mai interessate le macchine, le feste, e anche con le ragazze aveva un modo tutto suo di porsi, insomma, era il classico tipo impegnato e intellettualoide: letture giuste, cinema d’essai, senza nessuno snobismo, viveva un po’ nel suo mondo. Talmente lontano da noi mortali da non badare quasi mai al suo aspetto. E mentre quando era un ragazzo questo disinteresse per le apparenze lo rendeva affascinante, ora che ha abbondantemente superato i 30 un po’ più di attenzioni non guasterebbero. Infatti, la sua proverbiale chioma arruffata mi è sembrata ormai solo un triste tentativo, poco riuscito, per la verità, di mascherare una calvizie incipiente…
Cari amici, forse anche voi siete come Alex, talmente preso dai suoi interessi da dimenticarsi che anche i capelli vanno curati, oppure come Giorgio, vittima della sua stessa inerzia, o come Marco, troppo sicuro di sé per ammettere di avere un problema… in testa. Occhio quindi, a non lasciar passare il tempo, e a recarvi subito dal Dermatologo per capire che mosse fare: non vorrete trovarvi impreparati alla prossima rimpatriata tra amici?


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